Polisportiva Antal Pallavicini

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L’IDENTITA’ DELLA POLISPORTIVA

1966 Sacrario Caduti Bologna-don Giulio e rastrellati Caserme Rosse

 

La Polisportiva ha già svolto il suo programma di supplenza nello sport. Ha già costituito il suo bagaglio di presenza.

Ora necessita la sua identità.

E’ nata dalla Chiesa di Bologna per essere testimone di fede, speranza e carità.

Ma sono gli uomini che fanno le opere, non le istituzioni fanno gli uomini.

La nostra Polisportiva è nata cristiana, vuole rimanere cristiana, vuole che i suoi membri eletti siano cristiani (che osservino i dieci comandamenti e i precetti della Chiesa), non esteriormente ma con convinzione e adesione.

E’ questa la grandezza della Polisportiva, è questo che ci distingue dalle altre.

Ogni membro elettivo deve fare una scelta e per rimanere alla Pallavicini deve fare la scelta cristiana.

Non è più come nel 1959 quando le polisportive erano poche e i campi zero, oggi sono tante e di tutti i gusti. Non importa se rimaniamo in pochi, quello che è importante è che siamo consapevoli della nostra vocazione.

Invano vi lavorano gli atleti per costruire la Polisportiva se il Signore non la costruisce.

Poi c’è la promessa del Signore che a chi lavora con Lui, sarà moltiplicato il suo lavoro. Ad Abramo senza figli, vecchio, il Signore per la sua fede, disse che la sua discendenza sarà più numerosa delle stelle del cielo e della sabbia del mare.

Ora non c’è più bisogno di supplenza, c’è necessità di identità, di chiarezza e di contarsi fra di noi.

1988

LA POLISPORTIVA

Il 1955 erano per Bologna momenti di grande passione politica sociale e religiosa.

Una visione ideologica, scambiava l’azione della Chiesa come aiuto alla Democrazia Cristiana.

Il compito della Chiesa è quello di fare conoscere Gesù e il suo messaggio di salvezza.

Bisognava prima sgombrare i pregiudizi e far conoscere questo scopo della Chiesa.

E questo è stato il compito della Pallavicini.

Direi con le parole di don Paolino, parroco di Borgo Panigale: “In queste benedizioni pasquali ho avuto accoglienza in tutte le case e tutti mi hanno mostrato i trofei della Pallavicini”.

Ora i giovani sono cambiati in meglio o in peggio, i giovani sono pianticelle che ricevono il sole per divenire uomini di valore, molti hanno la luna come loro incremento, altri le stelle, altri fuochi fatui, se poi sapranno essere sole che trasmette calore e vita, la vittoria è per questi ragazzi certa, saranno più degni dei giovani passati per la Polisportiva.

Allora cari collaboratori, coraggio: il Sole che splende sempre, Cristo Signore, ci riempie del suo calore e noi saremo capaci di far nuova la Pallavicini, più bella più umile, ma più forte e libera.

1991