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LA FAMIGLIA CAPOLAVORO DI DIO

DIEMBRE PENSIERI DI DON GIULIO-Famiglia

 

Ho sempre avuto questa convinzione: la famiglia è il capolavoro di Dio Padre, la Chiesa di Dio Figlio, al conservazione della Chiesa e della famiglia di Dio Spirito Santo.

La famiglia in Italia, nella visuale di Dio Padre, è molto migliorata. L’uomo non è più padre – marito -padrone nella misura di quando ero bambino. Come in tutte le scoperte dell’uomo, c’è un rifiorire di egoismo che corrompe e deturpa lo splendore della scoperta.

Ora l’uomo e la donna sono liberissimi nella scelta della persona a cui dare il proprio consenso, sono liberi da condizionamenti sociali e razziali, sono liberi dai genitori e dalla parentela, sono liberi dai pregiudizi delle malattie ereditarie; ma pensano di essere gli arbitri assoluti, senza nessuna regola divina, nei loro rapporti di sposo e sposa; misurano secondo la loro comodità, spinti dall’egoismo, la nascita dei figli. Adoperano mezzi proibiti dalla Chiesa, unica interprete della legge di Dio nei loro rapporti. Non vogliono nessuna mortificazione della carne.

La famiglia non vuole più il Dio vivo e vero, ma un idolo che protegga il solo egoismo.

Profanata la famiglia: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo abbandonano l’uomo al loro destino.

Ecco la frana.

I figli e le figlie profanano il loro amore prima del matrimonio. Gli sposi si rendono capaci di tutte le aberrazioni, anche dell’adulterio, e, non possono più parlare ai figli perché non si sentono a posto in coscienza.

Il male contagia anche le famiglie di chi ha osservato la legge di Dio con piena adesione. La giovane donna perde la verginità per una “manciata di lenticchie”. Il giovane non sente più la bellezza del matrimonio e rimane in casa dai genitori per farsi mantenere. Le scuse sono tutte false (casa, lavoro, sicurezza sociale ecc.).

La corruzione ha preso tutto e tutti, falsi sentimenti di pietà dei genitori scusano la loro vigliaccheria. E’ diventata una bolgia di bugiardi che si consolano a vicenda.

Noi preti…

Non confessiamo più i fedeli, per non renderci responsabili dei loro peccati, cioè facciamo la fine degli struzzi, ci nascondiamo davanti ad una catastrofe, per non essere profeti pronti a morire.

Siamo anche noi responsabili. Allora?!

Alziamo il capo e affrettiamo la venuta della luce, per divenire figli della luce, quella luce che illumina ogni uomo che viene in questo mondo.

 

1988